Il simposio  è una riunione collettiva e allo stesso tempo spettacolo, esibizione e divertimento, in cui tutti i sensi vengono stimolati. Deve esserci una perfetta intesa fra i convitati, la giusta miscela, non solo di vino e acqua, ma anche di persone.

Nella sala del banchetto si è disposti in modo che ognuno possa vedere tutti.

La sala del simposio non ha mai grandi dimensioni, si può verificare la presenza di più stanze ma sempre di dimensioni contenute, un esempio è il santuario di Artemide a Bauron, dove nove stanze di dimensioni identiche si aprono su un porticato.

Su una coppa firmata dal vasaio Ierone sono presenti tutti gli ingredienti del simposio: il vino, il cratere, le coppe; la musica con la flautista, la danza suggerita dai crotali; ed infine l'erotismo espresso con le molteplici figure femminili.

I protagonisti della scena sono gli uomini, le donne hanno un ruolo secondario, strumentale, quasi alla stregua del cratere, come complementi del simposio. L'immagine pone in risalto il carattere della riunione: assemblea maschile in cui i diversi piaceri si fondono.

Nella raffigurazione della coppa, ogni elemento mantiene la posizione che dovrebbe avere nella realtà: i convitati collocati tutti intorno, il cratere e il giovane coppiere posti al centro.

Nel simposio il centro  focale è perciò il cratere, il vaso comune, l'oggetto tecnico in cui si effettua il taglio del vino con l'acqua. Nonostante ciò quest'operazione viene rappresentata molto raramente.

Elemento importante nel simposio è anche l'altare, luogo che unisce gli uomini agli dei, accentuando il carattere rituale del simposio, infatti non va dimenticato che il  simposio presenta anche un aspetto religioso quale la consacrazione agli dei di parte del vino consumato, ciò che i Greci chiamano libagione, atto che precede il bere.

Generalmente il primo cratere è consacrato a Zeus e alle divinità olimpiche, il secondo agli eroi e il terzo a Zeus Sotèr; il posto occupato da Dioniso in questa procedura è quello di oggetto dell'offerta, in quanto dio del vino.

Senofane, esponendo le regole di un buon simposio, dopo aver dimostrato la necessità della purezza dei luoghi, sostiene che debbano essere esclusi dal simposio i temi della poesia arcaica, l'elegia cantata serve così a definire le condizioni ideali.

Ci sono anche testimonianze di cortei movimentati come quello rappresentato su un vaso a figure rosse del pittore di Euergides, in cui cinque giovani danzano in tutte le direzioni intorno ai vasi per il vino.


Coppa a figure rosse; pittore  di Euergìdes; ca. 510

Il corteo che precede o segue il simposio può dunque assumere le più svariate forme, dalla solenne processione alla sfrenata sarabanda in cui si gioca con i vasi. Questo spostamento collettivo nel corso del quale si danza e si fa musica attorno al vino si chiama  κῶμος.

 


Coppa a figure rosse; pittore di Epèleios; ca. 510

Nello spazio visivo del simposio è determinante l'attenzione riservata al cratere: ne è un esempio illuminante la coppa a figure rosse del pittore di Epèleios: al centro della scena un personaggio imberbe si avvicina ad un vaso per mescolare il vino con l'acqua, portando in mano uno σκύφος mentre protende la mano sinistra verso la bevanda; di fronte a lui un personaggio con la barba tende una lira sopra il cratere. Questi due personaggi sono descritti in due momenti altamente dimostrativi nella valorizzazione del simposio; nei loro gesti infatti gli oggetti fondamentali sono: il cratere e la lira da un lato, il vino e la musica dall'altro. Alla loro destra, danzano altri due personaggi: uno con la barba tiene in mano un corno per bere, l'altro imberbe tiene un otre. Sia il corno sia l'otre, contenitori di vino puro, sono in contrasto con il cratere, nel quale la bevanda risulta dalla miscela di vino e acqua. La bellezza dei giovani viene esaltata alla loro sinistra con una scena legata al senso del tatto. Il tema della bellezza e della contemplazione del corpo sposta l'attenzione sull'universo erotico che grande importanza ha nelle rappresentazioni vascolari, dove si ritrovano moltissimi giovani, la cui bellezza idealizzata attira l'attenzione di tutti come il bel Alcibiade, che viene a sdraiarsi accanto al Socrate di Platone; si ritrovano anche delle figure femminili, probabilmente etere.

L'importanza del cratere è data dal fatto che è l'elemento che struttura lo spazio conviviale; sul medaglione di una coppa si vede infatti uno schiavo immergere un οἰνοχόη in un cratere adorno di corone. Isolando questo particolare, il poeta suggerisce tutte le potenzialità del simposio, fornendo all'osservatore la possibilità di ricostruire agevolmente la convivialità. E' evidente che l'oggetto del cratere va ben oltre la rappresentazione realistica di un oggetto fondamentale nella tecnica greca del buon bere, è una figura che si carica di valori simbolici: è segno di convivialità, associato alla musica e al canto, punto di partenza per la distribuzione del vino, struttura lo spazio del simposio e in forme ancora più complesse quello dell'immagine. Accanto alla divinità di Dioniso il mondo degli uomini trova il proprio corrispettivo nell'universo dei satiri, vino e sesso vengono ancora una volta associati, ma questa volta si fa riferimento al mondo dei satiri, evidenziandone l'eccesso.

Un chiaro esempio è fornito su una coppa a figure rosse del pittore di Epèleios, dove un satiro versa il contenuto di un otre in un cratere adorno di una corona d'edera; questa scena, priva d'acqua è riccamente commentata da varie iscrizioni, una delle quali rievoca l'erotismo omosessuale.


Coppa a figure rosse; pittore di Epèleios; ca. 510

 

Nel κῶμος la varietà degli strumenti musicali sottolinea la profusione sonora che si mescola ai molteplici utensili che i satiri usano durante il corteo.


Cratere a figure rosse; pittore di Kleophràdes; ca. 500

Su un cratere a figure rosse del pittore di Kleophràdes da un lato avanzano tre satiri: quello di sinistra porta un'anfora decorata con edera, quello di destra un enorme cratere a volute; il suo viso è trattato come una maschera rivolta verso lo spettatore, che sembra essere coinvolto nel corteo grazie al saluto che questo sembra rivolgergli. I due vasi, l'anfora ed il cratere, sono complementari. Un terzo satiro al centro porta invece degli arnesi, strumenti della forgiatura di Efesto, così in questo modo viene evocata l'attività tecnica del dio; la doppia serie di oggetti, gli utensili e il vasellame, pone a confronto due diverse arti, quella del ferro e quella del vino.

 


Cratere a figure rosse; pittore di Kleophràdes; ca. 500

Dall'altro lato del cratere due satiri al centro stanno danzando e sono inquadrati da altri due satiri: quello di sinistra ha in braccio un otre di vino puro, quello di destra sta suonando il flauto e ha sulle spalle un mantice di cuoio. Nell'ambito di questo corteo il cratere ricorda l'importanza dello stare insieme ed è il simbolo concreto della giusta misura del vino, poichè esso consente di dosare la quantità del vino consumato.

In queste rappresentazioni l'unico simbolo concreto della giusta misura è il cratere, poichè esso consente di dosare la gradazione del vino ed è lo stesso Dioniso ad affermarlo in un frammento di una commedia di Tubulo andata perduta:

"Per gli uomini assennati io mescolo tre crateri. Il primo che essi bevono è per la salute ,il secondo per il piacere e il desiderio, il terzo per il sonno. Bevuto questo i saggi convitati si accingono a tornare a casa. Il quarto cratere non appartiene più alla nostra influenza, ma alla violenza, il quinto al frastuono, il sesto alla processione bacchica, il settimo agli occhi pesti, l'ottavo è per il testimone d'accusa, il nono per la collera, il decimo per far uscire di senno. Infatti, un gran numero di libagioni fatte in piccoli bicchieri taglia facilmente le gambe a chi ha bevuto".

Il cratere è il punto da cui si muove la circolazione del vino, è l'oggetto privilegiato, prestigioso, e basta da solo a rappresentare tutto ciò che il simposio vuol dire nella cultura greca.