Netd@ys 97

   Netd@ys Logo (2 kb)

   Animazione Berchet Online.gif (19753 byte)


   Ritorna

   La Storia

   I Luoghi

          -Santa Tecla
          -Sant'Ambrogio
          -San Simpliciano
          -San Lorenzo
          -San Nazaro

          -Glossario


   Net Index

   Bibliografia


faccino.gif (7575 byte)

 

Liceo Berchet - Milano

La basilica di San Lorenzo

 

La struttura


SanLorenzo Prospetto.GIF (19990 byte)


La basilica sorgeva fuori dalla cerchia urbana, lungo la via per Ticinum (nome romano di Pavia, sulla direttrice più breve in direzione sud verso Roma), lambito dalle acque della Vetra. Privo di fonti letterarie o epigrafiche che ne consentano una precisa identificazione nel quadro dell'edilizia ecclesiastica paleocristiana milanese, il monumento pone una serie di problemi interpretativi in ordine alla datazione, alla committenza, alla destinazione primaria e alle fasi costruttive, problemi cui si è ovviato in diversi modi, dando interpretazioni valide che coprono ben tre secoli (IV, V, VI). Gli estesi rifacimenti a cui fu sottoposto nel corso dei secoli non ne hanno alterato l'impianto originario: un corpo centrale tetraconco di grande ampiezza al quale, sull'asse delle esedre nord, est e sud sono collegati sacelli di perimetro ottagonale, differenti nelle dimensioni e nella articolazione interna delle pareti. Nella quarta esedra si inserivano le strutture della facciata (quella attuale è ottocentesca); un vasto atrio quadriportico, il cui prospetto su strada era costituito da un portico colonnato inquadrato da avancorpi in muratura, costituiva il monumentale accesso alla chiesa. Il corpo centrale aveva questa complessa progettazione: quattro torri quadrate, disposte ai vertici di un quadrilatero, sono collegate a settori di corona circolare: i lati di questi ultimi corrispondono esternamente al muro perimetrale, internamente a colonnati a due piani. Il vano al centro, circondato da un ambulacro o deambulatorio, definito dai colonnati ad esedra terminanti in pilastri collegati alle torri, era coperto da una cupola, contraffortata dalle torri d'angolo: quella attuale, impostasi su un alto tiburio ottagonale, è da riferire al rifacimento che seguì al rovinoso crollo del 1573. Le ipotesi sulla struttura della copertura originaria sono controverse, così come rimane ipotetico un suo precedente totale rifacimento, a seguito degli incendi che colpirono la chiesa nell'XI e nel XII secolo e al terremoto del 1117.

Uparrow.gif (1033 byte)



La decorazione

Nel monumento tardoantico la percezione dello spazio era affidata alla varietà dei colori dei marmi del rivestimento, al mosaico dorato che rivestiva la cupola, alla decorazione pittorica e agli stucchi. Pochi lacerti di tali sontuosi rivestimenti sono giunti fino a noi, recuperati nel corso di vecchi scavi; completamente sostituiti anche le colonne e i capitelli dei colonnati che, analogamente a quanto attestato in altre parti del complesso, dovevano in prevalenza essere di reimpiego: solo un capitello, rinvenuto all'interno del vano centrale, potrebbe essere contemporaneo alla costruzione. Maggiormente conservati gli alzati dei sacelli laterali, originariamente accessibili solo dalla basilica.

Uparrow.gif (1033 byte)



Le cappelle

 

SanLorenzo Pianta.GIF (23043 byte) SanLorenzo Mosaico.JPG (13830 byte)

I mosaici della cappella di Sant'Aquilino


La parete meridionale si apre sulla cappella ottagonale di Sant'Aquilino, preceduta da un caratteristico vestibolo a forcipe che conserva sulle pareti parte della originaria decorazione a mosaico. Le pareti interne dell'ottagono sono articolate su due piani: quello inferiore a nicchie alternativamente circolari e rettangolari, quello superiore, l'originario matroneo a nicchie rettangolari, perforate da finestre collegate da una galleria ricavata nello spessore della muratura. Rimangono resti dei preziosi rivestimenti originari: i mosaici figurati di due catini absidali e la decorazione pittorica, che imita tarsie marmoree, nei sottarchi delle nicchie del piano superiore. Ad oriente, in asse con l'ingresso, è collocata un'altra cappella, dedicata a Sant'Ippolito, la cui forma ottagonale, chiaramente percepibile dall'esterno, è invece celata all'osservatore interno: qui lo spazio è organizzato secondo una pianta a croce greca. Il vano centrale era coperto da una cupola, mentre i bracci della croce avevano una copertura a volta. In corrispondenza con l'intersezione dei bracci vi sono colonne di marmi africani che sorreggono capitelli corinzi e compositi di reimpiego. Il sacello di San Sisto, connesso all'esedra settentrionale, ha dimensioni ridotte rispetto alle altre strutture: presenta una pianta simile a quella di Sant'Aquilino ed è preceduto da un piccolo atrio di forma quadrata. Le sue strutture originarie sono state ampiamente intaccate dai successivi rifacimenti.

Uparrow.gif (1033 byte)