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Economia

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Agricoltura

Si distinguono in giappone tre grandi zone agrarie: la zona centrale, i distretti periferici circostanti e la zona pioneria settentrionale.
Nella zona centrale, costituita dalle coste orientali del Mare Interno, dalle pianure dell'Honshu meridionale e del Kyushu settentrionale, si pratica una coltivazione intensiva che può durare tutto l'anno, grazie al clima mite dell'inverno e all'assenza di neve.
Alla coltivazione estiva del riso (la più importante in Giappone), segue un ampio assortimento di colture invernali: scendendo da Nord a Sud, vi sono leguminose, patate, frumento, orzo, e ancora più a Sud, patate dolci. La regione montuosa a Ovest della pianura del Kanto è il centro dell'allevamento dei bachi da seta e della frutticultura (sopratutto meli). Il territorio costiero a Sud della pianura del Kanto, essendo collinoso, presenta colture arboree terrazzate (mandarini e loti) e colture precoci (fragole e ortaggi). In questa regione, nell'entroterra di Shizuoka, si trova la principale area di coltivazione del the.
I distretti periferici circostanti comprendono le zone a Nord e a Sud del Mare Interno di Honshu e le zone occidentali e meridionali di Kyushu. Nel Sud è tradizionalmente diffusa la coltura delle patate dolci e qui, come nella parte occidentale di Kyushu, sono possibili due raccolti di riso. Nel Sud del Kyushu, sull'altopiano vulcanico, sono state impiantate grandi aziende per l'allevamento di bovini da carne.
La zona pionera comprende la parte settentrionale di Honshu (Tohoku) e Hokkaido.
Man mano che si procede verso Nord diminuisce la coltura del riso e prendono il sopravvento il frumento, l'avena, il miglio e l'orzo. Sulla costa settentrionale pacifica di Honshu si coltivano patate e leguminose, così come nelle regioni occidentali di Hokkaido, dove si estendono anche grandi piantagioni di meli. In quest'ultima zona, a causa del clima non favorevole all'agricoltura, le colture foraggere sono le più importanti anche perch´ è l'unica zona agricola del Giappone in cui predomina l'allevamento del bestiame.
Essendo il riso la base dell'alimentazione del popolo giapponese, la sua coltivazione è la più importante (le risaie occupano circa il 40% della superficie coltivata) e attualmente il Giappone ne è il maggiore esportatore.

Pesca

Il pesce fornisce alla popolazione giapponese la maggior parte delle calorie alimentari, e copre l'85% del fabbisogno di proteine animali. Per quantità di pesce pescato il Giappone è il primo paese al mondo. La pescosità delle acque costiere giapponesi si spiega con il fatto che all'altezza della baya di Tokyo si incontrano due correnti marine dalla temperatura diversa: la combinazione di acqua calda con acqua fredda ricca di ossigeno favorisce lo sviluppo del plancton, che a sua volta determina l'eccezzionale sviluppo del patrimonio ittico (si contano oltre 8.000 varietà di pesce). Le acque del Oceano Pacifico davanti al Giappone costituiscono così una delle tre regioni più pescose al mondo.

Pescherecci ad Hakodate

Per l'attività peschereccia sono importanti 400 specie, alle quali si aggiungono circa 100 specie di molluschi, crostacei, etc. Molto spesso questa attività è ostacolata dai monsoni e dai tifoni che sconvolgono il mare e dall'ampliamento delle zone con divieti o vincoli di pesca da parte di quasi tutti gli stati costieri del Pacifico. Un altro fattore che limita lo sviluppo della pesca è l'inquinamento progressivo delle acque costiere.
Un forte impulso è stato dato allo sviluppo delle colture di frutti di mare, soprattutto durante la seconda guerra mondiale; anche la coltura delle alghe, fonti di proteine, è in fase di espansione.
Le zone più pescose si trovano nelle acque del Pacifico, di fronte all'Isola di Kyushu, e nel mare di Okhotsk; in prossimità di queste zone vi si trovano i maggiori porti pescherecci. I più grandi e moderni impianti per la lavorazione del pesce si trovano a Nagasaki e Fukuoka nell'isola di Kyushu, a Tokyo. Le industrie ittiche come quelle di Shiogama (Honshu) e di Hakodata (Hokkaido), lavorano il pesce congelato sbarcato dalle navi frigorifere e dalle "navi fabbriche" (soprattutto salmoni e aringhe pescati in alto mare nel Pacifico e nell'Antartide). A Shimonoseki l'industria della pesca si &erave; specializzata nella lavorazione di sardine e acciughe.

Risorse minerarie

Caratteristica del Giappone è la mancanza o la scarsa disponibilità di materie prime di origine locale: ad esempio, pur essendo uno dei maggiori produttori mondiali di acciaio, dispone di giacimenti di minerali di ferro che coprono appena l'1,5% del fabbisogno nazionale. Devono essere importati in larga misura anche i metalli necessari per la fabbricazione degli acciai speciali: il 100% del nichel e del cobalto, più del 50% del manganese.
Il Giappone dispone di considerevoli quantità di carbone da coke, ma più del 40% di questo combustibile deve essere importato. Per quanto riguarda gli idrocarburi, tutto il fabbisogno di petrolio deve essere importato. Anche la metallurgia non ferrosa dipende dalle importazioni (60% del piombo, 90% dello zinco, 50% del rame, 100% della bauxite).
Con lo sviluppo dell'agricoltura, si rende necessaria l'importazione di fosfati per i fertilizzanti.
Anche il legname, nonostante la buona dotazione di risorse forestali, viene importato per circa il 44% del suo fabbisogno.
Le riserve carbonifere più consistenti sono situate nell'isola di Hokkaido, dove i centri di estrazione modernamente attrezzati forniscono più del 40% della produzione giapponese. A sud-ovest di Hokkaido si trovano anche depositi di minerale ad alto contenuto di manganese.
Nell'isola di Honshu vi sono invece ricchi giacimenti di minerali di rame, mentre lo zolfo è spesso presente come prodotto di emissioni vulcaniche. Il principale campo di gas naturale in produzione si trova a est di Tokyo, mentre il principale giacimento di minerali di ferro viene sfruttato nella miniera di Kaimishi (sulla costa del Pacifico).

Fonti di energia

Il Giappone copre l'86% del uso fabbisogno di energia con le importazioni.
Prima della seconda guerra mondiale la maggior parte dell'energia prodotta proveniva dalle centrali idroelettriche, prevalentemente concentrate nell'Honshu centrale, ma fino al 1950 il carbone fu la principale fonte di energia. Ben presto il petrolio sostituù il carbone, determinando così una situazione di assoluta dipendenza dai rifornimenti dell'Iran, dell'Arabia Saudita e del Kuwait. Viene inoltre importato il petrolio indonesiano: il Giappone è infatti il terzo paese al mondo più consumatore di petrolio.

Le principali centrali nucleari

Altre fonti di energia sono il gas naturale e l'energia nucleare.
L'estrazione di gas non ha grandi prospettive di sviluppo mentre alcune centrali elettronucleari sono state impiantate nella regione di Tokyo, dove c'è la maggior concentrazione di industrie del paese.
L'uranio arricchito, necessario per il loro funzionamento, deve essere importato.
L'industria giapponese di raffinazione del petrolio è una delle piè sviluppate in tutto il mondo.
Le raffinerie sono in massima parte concentrate nella baia di Tokyo e sul Mare Interno centrale e orientale: la più grande è quella di Negishi, a ovest di Tokyo.