Mari e oceani occupano circa il 71% della superficie terrestre. Tra i due vi sono alcune differenze:

 


grafico di distribuzione dell'acqua globale

L'oceanografia è la scienza che studia l'ambiente marino e i processi chimici, fisici e biologici che in esso avvengono. Essa si suddivide principalmente in quattro branchie:

- Oceanografia chimica: studia la chimica dell'acqua salata, sia riguardo ai sali principali che agli elementi in tracce. Nell'acqua marina sono stati trovati 74 elementi e determinata la loro concentrazione.

- Oceanografia biologica: indaga sulla vita del mare, l'ecologia marina e la produzione organica totale negli oceani. La vita marina comprende il plancton, insieme di forme galleggianti dotate di scarso movimento proprio; il necton, insieme di organismi capaci di nuotare rapidamente, come i mammiferi marini, pesci e molluschi, e il bentos, cioè l'insieme degli animali che vivono sul fondo.

- Oceanografia fisica: studia i processi fisici quali correnti oceaniche , banchisa, maree, onde marine, densità, andamento della temperatura e trasparenza dell'acqua. Si interessa anche ai fenomeni acustici sottomarini e alla trasmissione del suono. Questi settori di indagine sono importanti per le attività militari sottomarine d'attacco e di difesa.

- Oceanografia geologica: tracciano profili del fondo oceanico utilizzando ecoscandagli, analizzano i problemi collegati alle linee di costa, studiano i sedimenti del fondo e le rocce della crosta sottostante.

Quasi tutti gli studi oceanografici vengono effettuati tramite navi oceanografiche specializzate, ma l'esplorazione subacquea e le ricerche con sottomarini hanno un ruolo complementare. Ora si stanno sviluppando satelliti specializzati che forniranno una immagine sinottica pressoché istantanea, o veduta globale, dell'oceano mondiale.

Benché gli oceani rappresentino senza dubbio una fonte illimitata di ricchezze alimentari e minerarie, le loro risorse possono essere sfruttate più interamente se lo si fa con attenzione. I pesci ora rappresentano solo il 3% circa del totale di proteine direttamente assunte dagli esseri umani. Tuttavia, gli oceani forniscono in quantità quasi nulla carboidrati, poiché le piante vascolari superiori, i cui semi e tuberi portano gli amidi basilari, non possono vivere in mare aperto. L'approvvigionamento di ricchezze minerarie dal mare stesso o dal fondo marino resta una sfida difficile per la tecnologia. Per ora, gran parte dell'interesse è rivolto allo sfruttamento di fosforite e noduli di manganese per il loro alto contenuto di nichel, rame e cobalto, ma l'estrazione dal fondo marino rimane economicamente non conveniente. Le prospettive di approvvigionamento di petrolio sottomarino sono invece assai brillanti. L'unica ricchezza mineraria estratta oggi dal fondo marino è il prezioso corallo. 

 primo convegno di oceanografia

index