TERRITORIO
La Repubblica del Camerun è una repubblica unitaria dell'Africa equatoriale. E' delimitata ad ovest dalla Nigeria, a nord-est dal Ciad, a est dalla Repubblica Centrafricana, a sud-est dal Congo, e a sud dalla Guinea Equatoriale e dal Gabon. La costa del Camerun s’affaccia sul Golfo di Guinea, nell'oceano Atlantico. Il paese presenta un’ampia diversità geologica e culturale. Il paesaggio alterna spiagge, deserti, montagne, foreste pluviali, e savane. Il punto più elevato è la sommità del Monte Camerun nel sud-ovest del paese, e le più grandi città sono Douala, Yaoundé, e Garoua.

Camerun è suddiviso in cinque grandi zone geografiche distinte per peculiarità fisiche, climatiche e vegetative:
La piana costiera si estende dai 15 ai 150 chilometri partendo dal Golfo di Guinea e le altitudini medie sul livello del mare si aggirano intorno ai 90 metri. Il clima è estremamente caldo e umido, con una breve stagione secca. Questo cintura costiera è densamente boscosa e comprende alcuni dei luoghi più umidi sulla terra.

L’altopiano del Camerun meridionale s’innalza dalla piana costiera mediamente ad un’altezza di 650 metri sul livello del mare. La foresta pluviale equatoriale domina questa regione, anche se l’alternanza tra stagione asciutto e piovosa rende il clima meno umido rispetto alla costa.
Una catena di montagne irregolari, colline e altipiani e conosciuta come Monti Camerun si estende dal Monte Camerun sulla costa, che rappresenta il punto più elevato del paese con i suoi 4.095 metri, fin quasi al Lago Ciad, il punto più settentrionale. Questa regione ha un clima mite, in particolare per quanto riguarda l'altopiano occidentale, anche se le precipitazioni sono abbondanti. Qui si trovano tra i suoli più fertili del Camerun, in particolare nei pressi della regione vulcanica del Monte Camerun. Il vulcanismo qui ha creato dei laghi all’interno di crateri. Il 21 agosto 1986 uno di questi, il Lago Nyos, eruttò biossido di carbonio, uccidendo tra le 1.700 e le 2.000 persone.
L'altopiano del sud s’innalza salendo verso nord verso un altro altopiano erboso, il Massiccio dell’Adamaoua. Questa formazione si estende da occidente a oriente con un sistema di montagne, formando una barriera tra il nord e il sud del paese. La sua altitudine media è di 1.100 metri sul livello del mare e la sua temperatura varia dai 22 ai 25° C. con un’elevata piovosità.
La regione settentrionale si estende attraverso una pianura che va dal Massiccio dell’Adamaoua al Lago Ciad, con un’altezza media compresa tra i 300 e i 350 metri. La sua vegetazione caratteristica è quella della savana e della macchia erbosa. Questa è una regione arida con scarsa piovosità media e caratterizzata da elevate temperature.

PROBLEMI E TUTELA DELL'AMBIENTE
Nel Camerun le aree protette coprono il 8,9% (2007) della superficie del paese; comprendono la riserva faunistica del fiume Dja, una delle più ampie foreste umide dell’Africa, dichiarata World Heritage Site nel 1987. Nondimeno, 484 specie animali (2004) sono minacciate di estinzione. Nonostante la deforestazione rappresenti un problema ambientale sempre più grave, il 44,7% (2005) del territorio è ancora coperto da foreste.
Le risorse idriche sono molto ampie e il paese consuma ogni anno solo una minima parte dell’acqua potabile disponibile. Alla fine di agosto del 1986 un’improvvisa fuoriuscita naturale di anidride carbonica e solfuro di idrogeno dal lago Nyos, uno specchio d’acqua vulcanico presso il confine con la Nigeria, soffocò oltre 1.700 persone delle valli sottostanti.
Il governo ha sottoscritto il Trattato per il Legname Tropicale del 1983 e del 1994 e accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, cambiamento climatico, desertificazione, specie a rischio d’estinzione, Convenzione sul Diritto del mare, protezione dell’ozonosfera.


Tipica abitazione di un villaggio rurale camerunense

POPOLAZIONE
Nel 2008 la popolazione del Camerun contava 18.467.692 abitanti, con una densità media di 39 unità per km². Il 47% della popolazione vive in villaggi rurali. I maggiori insediamenti si trovano nelle zone meridionali e centrali del paese. Le aree settentrionali sono popolate da allevatori seminomadi, mentre nelle foreste pluviali si trovano ancora alcune comunità di pigmei.

LINGUA E RELIGIONE
Nel paese sono presenti circa 140 diversi gruppi etnici, tra i quali i bamileke, semibantu delle aree centrali, e i fulani nel nord. Gli idiomi principali sono 24: in linea generale, a sud si parlano lingue bantu e semibantu, mentre a nord sono più diffuse quelle di ceppo sudanese. Le lingue ufficiali sono il francese (prevalente) e l’inglese.
Circa il 40% degli abitanti del Camerun professa il culto animista; il 22%, perlopiù stanziato a nord, è di religione islamica; i cristiani sono il 36% (21% cattolici, 15% protestanti) e si concentrano soprattutto nelle regioni meridionali.

ISTRUZIONE E CULTURA
Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta ha raggiunto l’81,1% (2005). L’istruzione, soprattutto quella secondaria e tecnica, risente fortemente degli influssi del modello francese; le scuole delle missioni svolgono un ruolo di primo piano e sono in parte finanziate dal governo.

DIVISIONE AMMINISTRATIVA
Il paese è suddiviso in dieci province. Yaoundé (1.616.000 abitanti nel 2003) è la capitale, nonché il maggior polo commerciale; Douala, sulla baia di Bonny, è il principale centro portuale. Tra le altre città si segnalano Nkongsamba e Bafoussam, sui monti occidentali, Maroua e Garoua, nell’estremo nord.

ECONOMIA
Il PIL pro-capite (PPP) del Camerun era stimato in 2.421 $ nel 2005, uno dei dieci più alti nell'Africa sub-sahariana. I principali mercati delle esportazioni sono Francia, Italia, Corea del Sud, Spagna e Regno Unito. Camerun fa parte della Bank of Central African States (di cui è l'economia dominante) e della Customs and Economic Union of Central Africa (UDEAC). La sua moneta è il franco CFA. Fattori che limitano ed ostacolano la crescita economica del settore privato sono la burocrazia, l’elevata imposizione fiscale e la corruzione endemica. Il tasso di disoccupazione è stato stimato al 30% nel 2001, e circa il 48% della popolazione viveva al di sotto della soglia di povertà nel 2000. Già a partire dalla fine degli anni ‘80, il Camerun ha seguito i programmi della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale (FMI) per ridurre la povertà, privatizzare le industrie, e aumentare la crescita economica. Il turismo è un settore in crescita, in particolare nella zona costiera, nei pressi del Monte Camerun e nel nord.

             
Da sinistra: tipico mercato del Camerun, un pescatore intento nel districare una rete.


Le risorse naturali del Camerun sono più volte all'agricoltura e la silvicoltura, che all'industria. Si stima che il 70% della popolazione sia impiegata nell’agricoltura, e che complessivamente contribuisca al 45,2% del PIL (valori del 2006). La maggior parte dell’agricoltura è di sussistenza e su scala locale, mediante l’utilizzo di strumenti semplici, con la vendita delle eccedenze, e con il mantenimento di piccoli appezzamenti per produzioni destinate ad essere commercializzate. I centri urbani si affidano particolarmente all’agricoltura contadina per gli approvvigionamenti dei prodotti alimentari. Il suolo e il clima sulla costa incoraggia le estese coltivazioni delle piantagioni: banane, cacao, olio di palma, gomma, e tè. L’interno e gli altipiani meridionali basano l’agricoltura su caffè, zucchero e tabacco. Il caffè è il principale prodotto anche negli altopiani occidentali, mentre nel nord le condizioni naturali sono favorevoli alla coltura di cotone, arachidi e riso. L’affidamento sulle esportazioni agricole rende l’economia del Camerun vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi delle derrate alimentari.

 STORIA
Poco si conosce circa le vicende più antiche della regione. L’area che va dal sud-ovest dell’attuale Camerun al sud-est dell’attuale Nigeria fu durante il I millennio a.C. la culla della lingua bantu. Sugli altipiani si stabilirono poi genti tikar, bamun e bamileke, mentre la regione settentrionale del bacino del lago Chad passò nel XVI secolo sotto il regno di Kanem-Bornu.
Nel 1472 i portoghesi raggiunsero l’estuario del fiume Sanaga. All’esplorazione portoghese seguì, nel XVII secolo, un intenso sfruttamento da parte degli europei, che stabilirono lungo la costa molti empori attivi nel commercio di avorio, legnami pregiati e schiavi. All’epoca, a popolare la zona costiera erano soprattutto genti douala (o duala), mentre nell’interno vivevano pastori fulani.
Nel XIX secolo il riformatore islamico Usuman dan Fodio, fondatore dello stato del Sokoto, inviò in Camerun, per islamizzare la regione, uno dei suoi capi militari, Adama. Questi si impossessò di un’area al confine con la Nigeria, fondandovi lo stato di Adamaua con capitale Yola. Poco più a sud il regno bamun, di cui la capitale era Fumban, resistette all’espansione fulani. L’ultimo re, Njoya, incoronato nel 1895 e convertitosi all’islam, fu detronizzato nel 1923; rimase celebre per aver creato un alfabeto ideografico.

Dopo il 1845 divennero particolarmente attivi i missionari e i mercanti inglesi, che successivamente, insieme con i tedeschi, diedero avvio all’esplorazione delle regioni interne (1860); nel 1884 la Germania stabilì a Douala un protettorato, che nel trentennio successivo, a seguito di ripetuti accordi con la Gran Bretagna (1886, 1893) e la Francia (1894, 1911), si ampliò fino ai confini dell’attuale Ciad. Nel 1912, dopo l’incidente di Agadir, la Germania ottenne dalla Francia la cessione di altri territori, in cambio del riconoscimento del protettorato francese sul Marocco. Le difficoltà dei trasporti e la resistenza della popolazione locale impedirono ai tedeschi il pieno sfruttamento della regione, nella quale essi crearono tuttavia vaste piantagioni di cacao, palma e caucciù, costruirono strade e avviarono i lavori di costruzione di una ferrovia e del porto di Douala.
Nel 1916 le forze anglo-francesi invasero la colonia; dopo la prima guerra mondiale, con il trattato di Versailles (1919), un quinto del territorio (la parte contigua alla Nigeria, alla quale venne unito) venne assegnato alla Gran Bretagna, e i rimanenti quattro quinti alla Francia, in qualità di mandati, dalla Società delle Nazioni.

Nel 1945 il Camerun passò sotto la tutela delle Nazioni Unite. Negli anni successivi crebbe il fermento politico nei territori francesi, dove si sviluppò una campagna per l’indipendenza che nel 1958 sfociò nell’ottenimento della piena autonomia e, nel 1960, nella creazione di uno stato indipendente. Ammesso nell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nel settembre del 1960, il paese prese il nome di Camerun Orientale e Ahmadou Ahidjo, premier sin dal 1959, ne divenne il primo presidente.
Nel 1961, in seguito a un referendum organizzato dall’ONU, il Camerun britannico si divise in due parti: la regione settentrionale, musulmana, rimase unita alla Nigeria, mentre quella meridionale, cristiana e animista, si unì al Camerun Orientale dando luogo alla Repubblica federale del Camerun.

Subito dopo l’indipendenza, la vita del nuovo stato fu travagliata da conflitti autonomistici. Nel sud bamileke e cristiano esplosero violente agitazioni contro il regime dominato dal nord musulmano. Nel 1963 Ahidjo, un fulani musulmano del nord, represse nel sangue la rivolta dell’Unione del popolo camerunese, un partito rivoluzionario e nazionalista ostile al centralismo di Yaoundé. Nel 1966, i sei principali partiti camerunesi furono costretti a fondersi nell’Unione nazionale camerunese (UNC), rinominata nel 1984 Raggruppamento democratico del popolo del Camerun (RDPC), unico partito legale fino al 1990. Nel 1972 Ahidjo promosse un referendum popolare che trasformò il Camerun da stato federale a stato unitario, denominato Repubblica Unita del Camerun.
Rieletto nel 1975 e nel 1980, Ahidjo si dimise nel novembre del 1982 e fu sostituito da Paul Biya, già primo ministro, un cristiano del sud. I rapporti tra i due uomini politici si deteriorarono subito dopo e nel 1983 Ahidjo fu costretto all’esilio in Francia. Biya vinse le elezioni presidenziali nel 1984 e, con una modifica alla Costituzione, abolì la carica di primo ministro e cambiò nuovamente il nome del paese in Repubblica del Camerun.


Yaoundè, capitale del Camerun

Nel 1990 le manifestazioni a favore delle libertà politiche si fusero con il malcontento causato dalla crisi economica, scuotendo il regime. A dicembre Biya abolì il monopartitismo. Nell’aprile del 1991, uno sciopero generale a Douala in sostegno delle elezioni fu severamente represso dall’esercito. Le prime elezioni si svolsero nel marzo 1992 in un clima di violenza, segnato da ripetuti scontri intercomunitari nel nord del paese, e videro la vittoria del RDPC, l’ex partito unico. Rieletto alla presidenza, Biya decretò lo stato d’assedio, mantenendolo fino alla fine dell’anno. Nel 1995 il paese venne accolto nel Commonwealth britannico.
Nonostante il diffuso malcontento per la grave situazione economica e per l’estesa corruzione del sistema politico, nel 1997 il Raggruppamento democratico del popolo si aggiudicò nuovamente le elezioni legislative, alle quali non parteciparono i principali partiti di opposizione; segnati da profonde divisioni (anche linguistiche, tra francofoni e anglofoni), questi non riuscirono a scalfire il potere di Biya, che nello stesso anno fu confermato alla presidenza con il 92,6% dei voti.
Nel 1998 l’arresto del giornalista Pius Njawe, condannato a un anno di carcere per aver divulgato notizie sullo stato di salute del presidente Biya, suscitò una campagna internazionale a favore della libertà di stampa nel paese. Alla richiesta di una maggiore libertà di espressione, si aggiunse, a partire dal 2000, la protesta contro la crisi economica, riacutizzatasi dopo alcuni anni di ripresa favorita dall’alto prezzo del petrolio e dai finanziamenti internazionali.
Le elezioni legislative svoltesi tra giugno e settembre del 2002 registrarono una nuova schiacciante vittoria del partito al potere, il Raggruppamento democratico del popolo, che si aggiudicò 149 dei 180 seggi dell’Assemblea nazionale; il maggior partito d’opposizione, il Fronte social-democratico, ottenne solo 22 seggi. La prova elettorale, contrassegnata da numerose irregolarità, fu contestata dalle opposizioni.
Una sentenza della Corte internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite riconobbe al Camerun, nell’ottobre del 2002, la giurisdizione sulla penisola di Bakassi, oggetto di una vecchia disputa di confine con la Nigeria; la sentenza venne ufficialmente accolta, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, dai presidenti dei due paesi nel gennaio 2004.

Favorito dalle divisioni delle opposizioni, nell’ottobre 2004 Paul Biya è eletto per la quinta volta consecutiva alla presidenza del paese, con il 71% dei voti. Il suo principale avversario, John Fru Ndi del Fronte social-democratico, raccoglie solo il 17% dei voti. Le opposizioni contestano la regolarità delle elezioni denunciando numerosi brogli.
Con il completamento del ritiro delle truppe nigeriane, nella primavera del 2006 la penisola di Bakassi torna sotto il controllo del Camerun.
Il Raggruppamento democratico del popolo, il partito al potere, vince le elezioni del luglio 2007 aggiudicandosi 153 dei 180 seggi dell’Assemblea nazionale.