Le piogge acide sono precipitazioni contaminate dalla presenza di acidi formatisi nell'atmosfera, come conseguenza di processi di combustione. Esse sono la causa principale della distruzione della vegetazione, del suolo e delle statue. La vegetazione viene danneggiata irreparabilmente e va incontro a fenomeni di essicazione. La Foresta Nera tedesca sta scomparendo e circa la metà delle foreste europee è ritenuta in grave pericolo. In Italia, fortunatamente, gli effetti negativi delle piogge si sono negli anni notevolmente ridotti: ciò accade grazie a:


RAPPRESENTAZIONE DEL CICLO DELLE PIOGGE ACIDE. IMMAGINE PRESA DA GOOGLE.

 STATUE ROVINATE DALLE PIOGGIE ACIDE

L’azione delle piogge acide è ben visibile anche sul patrimonio monumentale (edifici storici, manufatti in pietra calcarea, statue in metallo). Numerosi reperti fotografici testimoniano come molte opere d’arte, dopo aver resistito per secoli senza subire danni notevoli, sono andate incontro, negli ultimi decenni, ad un rapidissimo deterioramento. Le piogge acide agiscono sui materiali esposti all’aperto con un duplice meccanismo:

 CaCO3 + H2SO4 à CaSO4 + CO2 + H2O

I materiali lapidei vanno incontro a vere e proprie “malattie”, tra cui le principali sono:
 

Nell’ESFOLIAZIONE lo strato superficiale (da 0,1 a qualche mm) si solleva e si stacca dagli strati sottostanti, formando lamelle a placche. Al di sotto di queste si crea uno strato polveroso o gessoso che viene trascinato via, in parte, quando la placca si stacca.

L’ALVEOLIZZAZIONE si manifesta con il distacco sabbioso del materiale, con velocità diverse da zona a zona: sulla pietra appaiono degli “alveoli” allineati.

Nella DISGREGAZIONE SABBIOSA, invece, l’erosione avviene in modo uniforme su tutta la superficie.
Anche i metalli vengono sensibilmente corrosi dall’acidità delle piogge, e in particolare, dall’acido solforico. Sul rame e quindi anche sul bronzo, che è una lega di rame e di stagno, le precipitazioni acide determinano la formazione di una tipica patina verdastra, dovuta a sali di rame. Per la conservazione dei monumenti, se non è possibile un loro riparo in ambienti coperti, si ricorre oggi a tecniche ancora sperimentali, consistenti nel rivestire le superfici con prodotti che, oltre ad essere ovviamente incolori, chimicamente inerti ed insolubili, devono essere anche permeabili al vapore acqueo (per consentire all’umidità presente sulle superfici di sfuggire liberamente). Inoltre il trattamento deve essere reversibile, per garantire la possibilità di un intervento in caso di necessità.



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