Interista

di Francesca Comelli

La fede calcistica nella cosiddetta “squadra del cuore” può spesso giocare brutti scherzi, rendendo un po’ “monoculari”, come Polifemo, quei tifosi che non riescono a vedere i limiti della propria squadra anche quando i risultati che ottiene non sono per nulla brillanti.
Questa osservazione mi porta a immaginare il seguente dialogo tra due tifosi, dove l’interista Marco rappresenta il nostro “Polifemo”. Andrea e Marco si incontrano allo Stadio di San Siro domenica 2 maggio, per assistere alla fatidica partita Milan-Roma.
Dopo la vittoria rossonera, il lunedì successivo i due amici si scambiano così le loro impressioni:

(Andrea) “Hai visto che vittoria sublime il Milan?”

(Marco) “Per quanto mi riguarda, è stata una vittoria rubata. Non è stato niente di particolare.”

(A) “Beh, certo. Tu da buon interista ti ritieni superiore. A proposito, non capisco per quale motivo tu sia venuto alla partita.”

(M) “Naturalmente per una questione di orgoglio ‘nerazzurro’, che mi ha spinto a dare per scontata la vittoria della Roma sul Milan.”

(A) “Sinceramente credo che il tuo orgoglio non sia stato parecchio utile, dato che già al secondo minuto il Milan ha segnato grazie a uno dei tanti suoi eroi rossoneri, che ha fatto bastare quel gol per far vincere (ebbene sì!..) il diciassettesimo scudetto.”

 
"Polifemo che beve all'otre", opera di Antonio Novelli,
Firenze, Orti Oricellari.

(M) “Ritengo che i vostri giocatori non siano nulla di straordinario e che i calciatori dell’Inter abbiano invece molta più esperienza. Penso inoltre che in questi ultimi tempi c’è stata, per la squadra di Vieri e compagni, soltanto una fase di momentaneo calo di rendimento.”

(A) “ E' alquanto ridicolo perchè questa ‘temporanea defaillance’ (come tu la definisci) si protrae per la verità da lungo tempo… e non sembra affatto prossima a terminare.”

(M) “Parli così solo perché per voi questo è un momento fortunato e forse ‘magico’, anche molte delle vostre vittorie si possono definire rubate.”

(A) “A mio parere sono le vostre vittorie che vi sono state regalate per una semplice questione di pietà.”

(M) “Noi interisti non siamo dei ‘venduti’ se è questo che vuoi dire, infatti noi non abbiamo bisogno dell’aiuto di nessuno perché possiamo benissimo conquistare vittorie quando ci pare.”

(A) “La mentalità di voi interisti è molto chiusa poiché non accettate il fatto che ormai siete una squadretta insignificante; ma soprattutto vi ritenete così superiori da non aver bisogno dell’aiuto di nessuno per migliorare la vostra posizione che è assai critica.”

(M) “Su questo ti do ragione, infatti nonostante le nostre sconfitte non abbiamo sentito il bisogno di fare neppure un po’ di autocritica. L’aspetto positivo di questo atteggiamento è però il fatto che noi ‘non ci facciamo mettere i piedi in testa’ da persone come voi che all’inizio non contavano nulla e che solo ultimamente, grazie al loro presidente (… incantatore di serpenti), si ritengono la miglior squadra del mondo!”