INTRODUZIONE
Uno dei primi romanzi greci di cui abbiamo testimonianza è intitolato I racconti Efesii di Abrocome e Anzia, di Senofonte Efesio. Dell’autore non sappiamo quasi nulla; non si è certi neppure se considerare l’attributo demotico ‘Efesio’ come indicazione della patria di Senofonte o come appellativo venutogli dall’opera che gli è attribuita, dato che i due protagonisti sono nativi di Efeso.

Alcuni passi del suo romanzo possono essere assunti come riferimento per collocare la sua vita tra il II e il III secolo d.C.: abbiamo un terminus post quem nel libro II, cap.13, quando Senofonte parla dell’irenarco di Cilicia, magistrato di cui non abbiamo menzione in alcun testo anteriore all’epoca di Adriano (117-138) e un terminus ante quem nel fatto che Senofonte non fa alcun accenno circa l’incendio e il saccheggio dell’Artemision di Efeso, avvenuto nel 263 d.C. ad opera dei Goti.

L’opera ci è pervenuta in 5 libri, sebbene nel lessico bizantino Suda si parli di 10 libri, cosa che ha fatto supporre che il nostro testo sia l’epitome di un originale più esteso; tale supposizione è confermata, poi, da certi passaggi immotivati riscontrabili nella narrazione e da alcuni punti del racconto che risultano alquanto schematici.

I due protagonisti sono Anzia e Abrocome; l’una è una fanciulla di inestimabile bellezza, paragonabile a una dea, l’altro è un giovane bellissimo, ma superbo e spregiatore di Eros, convinto che il potere di questo dio non avrebbe mai preso il sopravvento su di lui ma che, durante i festeggiamenti per Artemide, si innamora di Anzia. I due, col consenso dei genitori e dei concittadini, si sposano e, per scongiurare un sinistro vaticinio dell’oracolo di Apollo, decidono di intraprendere un viaggio verso l’Egitto. La loro nave viene, però, assalita e incendiata dai pirati, che li prendono come schiavi. Costretti e dividersi, affrontano intricate e dolorose peripezie. Non manca, comunque, il lieto fine in cui i due protagonisti finalmente si ricongiungono, senza che sia venuta meno la loro reciproca fedeltà, e fanno ritorno in patria.

La trama è evidentemente quella tipica del romanzo d’amore. Anzi, si può affermare che il romanzo di Senofonte sia il più schematico e forse il più tipico e stilizzato dei romanzi greci.

Il narratore esterno onnisciente (narrazione eterodiegetica) non interviene con commenti o interpretazioni, e raramente con prolessi e analessi, ma risulta una persona neutra, quasi impersonale rispetto alla materia e assume talora un tono favolistico da cantastorie. La struttura del romanzo è semplice, tanto che fabula e intreccio quasi coincidono.

Sono rari i casi di metadiegesi, cioè di narrazione omodiegetica di un personaggio (il racconto di Ippotoo, il racconto di Egialeo), e comunque si tratta di storie sentimentali, sinteticamente esposte e funzionali alle reazioni emotive del protagonista Abrocome, pertanto ben connesse alla vicenda principale.

Peculiare di Senofonte è tuttavia in primo luogo l’ambientazione e la collocazione temporale del racconto, che non è più in paesi lontani e fantastici, ma in luoghi reali e rintracciabili nel bacino del Mediterraneo e in un tempo presumibilmente contemporaneo all’autore; in secondo luogo il fatto che i due giovani riescono sempre a difendersi dalle insidie e dagli ostacoli che gli si presentano non per volere del caso o di qualche dio, ma perché così hanno voluto essi stessi; la loro riunione appare, quindi, come la giusta ricompensa alla loro virtù, il premio per la nobiltà dei loro sentimenti e per essere riusciti a mantenere intatto il loro onore. Tale impostazione lascia supporre di trovarsi di fronte ad un racconto di carattere popolare, che abbia come insegnamento morale il trionfo della virtù sul vizio, del bene sul male.

I τόποι caratteristici del genere ricorrono con meccanica ripetitività: l’innamoramento a prima vista, il rapimento dei pirati, i vari tentativi di violenza ad Anzia, i viaggi e le peripezie, la generica devozione alla dea Iside, l'ἀναγνώρισις. La matrice dei τόποι risulta, tuttavia, scopertamente tragica e in particolare euripidea: dall’Ippolito è echeggiato il motivo del rifiuto di Abrocome per Eros, nonché delle vendette di Manto e di Kyrno, che come la Fedra euripidea, che, respinte, denunciano il giovane (libri II e III), dall’Elettra di Euripide il modello per il personaggio del capraio Lampone, che rispetta Anzia, come il contadino euripideo non violò la purezza di Elettra; evocano schemi euripidei o comunque della tragedia il lamento di Anzia, quasi una "monodia", nella fossa con i cani; l’episodio del pescatore Egialeo, che in Senofonte Efesio vive con la moglie morta e imbalsamata: il caso evoca la promessa di Admeto ad Alcesti morente, di farsi costruire una statua di cera con le fattezze di lei e viverle accanto per il futuro (Eur., Alcesti). Rispetta il modello tragico il salvataggio di Abrocome prima dal supplizio della croce, poi dal rogo, da parte di Osiride, "deus ex machina".

Dall’Odissea, invece, derivano alcuni tratti comportamentali di Anzia, che, come Penelope, escogita stratagemmi, espedienti e menzogne, per rinviare le nozze con i molti pretendenti/Proci: rinvia di trenta giorni il matrimonio con Perilao, si finge consacrata ancora per un anno a Iside per difendersi da Psammis, mente più volte riguardo alla propria identità, finge di svenire e di essere malata.

Ma la scrittura tragica ed epica è trasposta a livello basso e quotidiano e il romanzo ha un andamento popolare e semplice; appartiene, con il romanzo di Caritone, alla prima fase (o fase presofistica) del romanzo greco, ignora la dottrina di Achille Tazio, l’eleganza di Longo, la raffinatezza strutturale di Eliodoro. Ciò è confermato anche dallo stile semplice nel quale i costrutti paratattici prevalgono su quelli ipotattici e che presenta un tessuto linguistico piuttosto povero, al punto da ricorrere alla ripetizione quasi formulare di espressioni uguali e simili.

INTRECCIO
Il dio Eros, decidendo di punire Abrocome, un giovane di Efeso, che, superbo della sua bellezza, sottovaluta la divinità e il sentimento di amore durante la festa di Artemide, lo fa innamorare di Anzia. Al tormento dei giovani vinti da Eros fa seguito la decisione dei genitori di unirli in matrimonio e di allontanarli da Efeso, per evitare il compimento di un funesto oracolo di Apollo. Ma la nave su cui si sono imbarcati viene assalita e incendiata dai pirati. Due di questi, Corimbo ed Euxino, innamoratisi il primo di Abrocome, il secondo di Anzia, cercano di dividere i due sposi, facendo loro proposte amorose. (Libro I)

Abrocome e Anzia si confidano e decidono di morire piuttosto che cedere alle molestie dei due pirati. Ma Aspirto, il capobanda, colpito dalla bellezza dei due giovani, decide di prenderli con sè, sperando di ricavarne un grande guadagno. Tuttavia di Abrocome si innamora Manto, figlia di Apsirto, la quale decide di rivelare il suo amore al giovane mediante una lettera. La ripulsa di Abrocome provoca l’ira di Manto che con una menzogna lo accusa di aver tentato di usarle violenza. Aspirto crede alle parole della figlia e fa imprigionare e torturare Abrocome; dà Manto in sposa al giovane Meris, facendole dono di Anzia, Rode e Leucone, come schiavi. Gelosa di Anzia, Manto decide di farla convivere con il più abbietto dei suoi schiavi, il rustico capraio di nome Lampone. Questo, udita la storia di Anzia, mosso a pietà, la rassicura che l’avrebbe lasciata pura. Nel frattempo Aspirto scopre l’inganno della figlia e libera Abrocome, che si mette subito alla ricerca della sua amata.

Meris, il marito di Manto, recandosi spesso dal capraio, si innamora perdutamente di Anzia e si confida col capraio. Quest’ultimo riferisce tutto a Manto e ne riceve da questa l’ordine di uccidere Anzia. Tuttavia, provando compassione per la fanciulla, decide di risparmiarla vendendola a dei mercanti. Questi, una volta salpati, vengono assaliti dai briganti di Ippotoo, che vogliono sacrificare Anzia ad Ares. Ma l’intervento del magistrato Perilao salva la giovane. Innamoratosi di lei, la conduce a Tarso, in Cilicia, le chiede di sposarlo ed ella lo supplica di attendere trenta giorni. Intanto Ippotoo incontra Abrocome e gli propone di diventare suo compagno di viaggio. (Libro II)

I due si recano a Mazarcos, in Cappadocia e lì Ippotoo rievoca la sua triste storia d’amore con Iperante. Racconta anche i fatti recentemente accadutigli e Abrocome riconosce nella fanciulla menzionata da Ippotoo la sua Anzia. Pieno di speranze decide di tornare in Cilicia a cercarla.

Intanto per Anzia sono trascorsi i 30 giorni e si preparano le nozze con Perilao.

Anzia per mantenersi fedele ad Abrocome decide di morire e acquista del veleno da un medico, il quale, affezionato alla fanciulla, anziché darle un farmaco letale le consegna un sonnifero.

Il giorno delle nozze Anzia beve il farmaco e cade in un sonno profondo. Perilao, credendole morta, fa preparare una tomba e compie i riti funebri. Di notte però Anzia si sveglia e decide di rimanere nella tomba e morire di fame: poco dopo giungono i ladri che irrompono nella tomba per impossessarsi degli ornamenti. Vedendo Anzia viva la rapiscono e la portano ad Alessandria d’Egitto. Intanto Abrocome, tornato in Cilicia, sente da una donna anziana il racconto della morte di Anzia e della sottrazione del suo cadavere.

Frattanto i ladri, giunti ad Alessandria vendono Anzia al mercante indiano Psammis, che le vuole usare violenza. La ragazza, però, mente all’uomo dicendogli di essere stata consacrata alla nascita ad Iside fino a quando avesse raggiunto l’età da marito. Aggiunge quindi che c’era ancora un anno di tempo e che se Psammis le avesse usato violenza, sarebbe incorso nella terribile ira della dea. Psammis, persuaso dalle sue parole, decide di rispettarla. Intanto Abrocome decide di andarsene e si imbarca su una nave diretta ad Alessandria, che però sbaglia rotta e approda sula costa fenicia; i passeggeri vengono assaliti da dei pescatori del luogo che portano Abrocome a Pelusio, in Egitto, e lo vendono ad Araxo.La moglie di questo, Kyrno, innamoratisi di Abrocome, uccide il marito, ma vedendosi rifiutata dal giovane, lo accusa pubblicamente dell’omicidio.Abrocome viene arrestato e condotto ad Alessandria per espiare la sua pena. (Libro III).

Intanto Ippotoo e i suoi briganti se ne andavano in giro per la Siria razziando e uccidendo e cercando Abrocome, dapprima in Siria, poi in Egitto, fino a quando giunsero a Copto, luogo in cui decisero di fermarsi per rapinare i mercanti diretti in Etiopia e in India.

Abrocome, presunto colpevole dell’omoicidio di Araxo, viene condannato dal governatore dell’ Egitto al supplizio della croce e viene legato a questa sulle rive del Nilo. Il giovane prega che il dio lo salvi da una pena ingiusta, e questo, mosso a pietà, lo accontenta facendolo precipitare nelle acque del fiume che lo trasportano dolcemente. Preso dalle guardie viene condannato ad essere bruciato vivo, ma ancora una volta, grazie alle sue preghiere, viene salvato dal dio attraverso un'inondazione del Nilo, che spegne le fiamme del rogo.Ritenendo il giovane un protetto del dio, il governatore lo fa trattenere in prigione, ma gli riserva ogni riguardo.

Frattanto Psammis con Anzia si reca a Copto, ma la sua carovana viene assalita dai briganti di Ippotoo, che rapiscono anche la giovane. Anzia, non riconoscendo Ippotoo, né Ippotoo lei, decide di mentire riguardo alla propria identità. Intanto il governatore d’Egitto interroga Abrocome che gli racconta la sua pietosa storia. Il giovane viene liberato e salpa alla volta dell’ Italia per cercare notizie di Anzia, mentre Kyrno viene condannata alla croce. In seguito uno dei briganti, Anchialo, si innamora di lei e, dapprima cerca di conquistarla con lusinghe, poi tenta di usarle violenza. La giovane, però per difendersi lo uccide. Ippotoo, scoperto l’accaduto, la condanna a restare chiusa in una profonda fossa con due cani ferocissimi. Ma il guardiano della fossa Anfinomo sazia i cani perché non le facciano del male. Rinchiusa nella fossa con le belva ormai divenute mansuete e fedeli, Anzia compiange la sua sorte. (Libro IV)

La nave su cui si trova Abrocome giunge a Siracusa, dove il giovane cerca notizie di Anzia. Qui incontra il vecchio pescatore Egialeo, che gli parla della moglie Thelxinoe, che ha amato e che ama ininterrottamente nonostante sia morta: conserva addirittura il suo corpo nella propria casa. Racconta che conversa con la morta, mangia presso di lei, si corica accanto a lei.

Nel frattempo Ippotoo e i suoi uomini si dirigono ad Alessandria, ma il guardiano Anfinomo, durante i preparativi riesce a restare inosservato e si nasconde in una grotta. Partiti i briganti, Anfinomo trae fuori dalla fossa la giovane, giurando di rispettarne la purezza. Rassicurata, Anzia con i due cani segue il brigante e insieme giungono a Copto.

Intanto Ippotoo e i suoi saccheggiano le città della Siria e si dirigono poi verso l’Egitto. Il governatore dell’Egitto, venuto a sapere dei delitti della banda di Ippotoo, manda il giovane Polyido con un contingente di soldati ad affrontarli. Scontratosi con questi li uccide quasi tutti e ne fa prigionieri i rimanenti, tranne Ippotoo che riesce a fuggire. Polyido prosegue poi il suo cammino fino a Copto, dove cattura Anfinomo che gli racconta di Anzia, la quale, condotta in sua presenza, mente riguardo alla sua identità.

Polyido, nonostante avesse moglie, si innamora di Anzia e tenta di usarle violenza, ma la ragazza si rifugia nel tempio di Iside e prega perché la dea la aiuti a conservarsi pura per Abrocome. Visto ciò Polyido le promette di rispettarla. Dopo tre giorni Anzia va al santuario di Api e chiede il responso al dio che gli assicura che si ritroverà con il marito Abrocome.

Poco dopo, la moglie di Polyido viene a sapere dell’amore del marito per Anzia e decide di vendicarsi di lei, vendendola in un postribolo. La giovane viene quindi condotta in Italia e qui venduta.

Intanto Ippotoo, sfuggito a Polyido, giunge a Taormina. Abrocome invece viaggia per l’Italia, mentre Leucone e Rode, i compagni di Abrocome e di Anzia, decidono di mettersi in viaggio per tornare ad Efeso. Durante il viaggio si fermano a Rodi e lì vengono a sapere che i due sposi non sono ancora tornati in patria.

Intanto Anzia, a Taranto, viene condotta in un postribolo, ma finge di svenire e racconta al padrone del bordello di avere una malattia incurabile.

Ippotoo, invece, spinto dalla necessità, sposa a Taormina una anziana vedova, che morendo gli lascia una grossa fortuna, che egli vorrebbe condividere con l’amico Abrocome; parte quindi per l’Italia accompagnato dal giovinetto Clistene.

Il padrone del bordello, nel frattempo, decide di vendere Anzia e la espone nella piazza della città di Taranto, dove Ippotoo la riconosce come la giovane che ha ucciso uno dei sui compagni. Anzia gli chiede perdono per l’omicidio commesso, ma giura di averlo compiuto per legittima difesa. Ippotoo, dopo averla perdonata, la compra e col tempo si innamora di lei. Ella allora gli narra di Abrocome e del loro amore, e Ippotoo, sentendo che essa era la moglie del più caro fra i suoi amici, la circonda di ogni premura e la rassicura.

Frattanto Abrocome approda a Rodi dove incontra Leucone e Rode, che dopo averlo riconosciuto si gettano ai suoi piedi, raccontandogli le loro avventure.

Intanto anche Ippotoo ed Anzia giungono a Rodi e la giovane si recide una ciocca di capelli e la consacra al Sole, formulando una preghiera per Abrocome.Il giorno dopo Leucone e Rode, dopo aver visto la ciocca di capelli, incontrano la giovane, e benchè non la riconoscano subito si interessano di lei a causa della sua tristezza. Riconosciutala dai suoi racconti, la rassicurano dicendole che Abrocome è in vita ed è a Rodi. I due si ricongiungono tra la festa e la gioia degli amici. La folla acclama i giovani e leva lodi ad Iside per averli protetti. Gli sposi si recano a fare offerte di ringraziamento nel tempio di Iside. La sera nel talamo Abrocome e Anzia giurano di essersi stati reciprocamente fedeli e il giorno dopo con Ippotoo, Clistene, Leucone e Rode, fanno ritorno ad Efeso.

LIVELLI DIEGETICI

Narratore eterodiegetico

  • Primo incontro di Abrocome ed Anzia
ἔκφρασις sulla festa di Artemide e processione
  • Nozze tra Abrocome e Anzia
ἔκφρασις sul rituale delle nozze e sulla descrizione del talamo
  • Il brigante Ippotoo con i suoi uomini rapisce Anzia e la vuole sacrificare ad Ares
ἔκφρασις sul rituale del sacrificio ad Ares
  • Abrocome e Ippotoo si incontrano e si raccontano l'un l'altro la storia della propria vita
Ippotoo narra la storia del suo amore infelice per Iperante e racconta anche l'episodio del sacrificio ad Ares
  • Presunta morte di Anzia
La vecchia Crysion racconta della morte di Anzia e del rapimento del suo corpo
  • Abrocome viene ospitato a Siracusa dal vecchio pescatore Egialeo
Egialeo racconta la storia della sua vita
  • Ippotoo e Anzia si recano a Rodi
ἔκφρασις sulla descrizione della festa in onore del Sole a Rodi