Lemuria e Mu sono due continenti leggendari.

LEMURIA 

Lemuria per lo zoologo britannico Philip Sclater era un pezzo di terra che secoli fa univa il Madagascar all'India. Egli giunse a questa conclusione dato che i lemuri si trovano soltanto in queste due regioni del mondo: dedusse,così, che è esistito un collegamento diretto che ha favorito questa insolita diffusione dei lemuri. La teoria di Sclater venne respinta dato che non fu possibile trovare alcun reperto archeologico che comprovasse l'esistenza di questa fascia di terra. Le sue osservazioni furono comunque utilizzate a riprova della teoria della tettonica a placche, quella teoria che è in grado di spiegare, in maniera integrata e con conclusioni interdisciplinari, i fenomeni che interessano la crosta terrestre quali: attività sismica, orogenesi, la disposizione areale dei vulcani, la formazione di strutture come le fosse oceaniche e gli archi insulari e la distribuzione geografica delle faune e flore fossili durante le ere geologiche. Anche se la teoria della tettonica a placche non è stata confermata con certezza assoluta, Lemuri può rientrare nel regno della leggenda.

La mappa dove dovrebbero trovarsi i continenti

MU - L' origine della civiltà egizia...

Mu è un continente presumibilmente sprofondato nel Pacifico. Questo è ciò che affermava l'archeologo britannico James Churchward nel 1926. Egli descrisse un paese dalla cultura superiore, annientata insieme al suo continente da una eruzione vulcanica 50.000 anni prima. Non fu il primo a parlare di Mu: nel 1864 l'abate francese Charles-Etienne Brasseur de Bourbourg aveva già pubblicato la sua teoria su questo continente sprofondato negli abissi. Per le fonti faceva riferimento al Codex Troano da lui tradotto, la prima parte del Codex Tro-Cortesianus, uno dei tre tomi conservati della vasta letteratura maya di un tempo. Pochi anni dopo queste affermazioni, il francese Augustus Le Plongeon, fotografo ed archeologo dilettante,visitò le rovine maya nella penisola dello Yucatan,in Messico, per intraprendere degli scavi. Fec anche una traduzione del Codex Troano, decisamente influenzata da Brasseur e dalle sue interpretazioni dei dipinti murali delle rovine della città di Chichen-Itzá. Il risultato fu una vivace relazione sulla vita a Mu, che culminava nel racconto della principessa di questo continente sfuggita alla sciagura e, poi, divenuta la dea Iside, fondatrice della civiltà egizia, cosa che secondo Le Plongeon chiariva le similitudini tra la scrittura degli Egizi e dei Maya; affermava, inoltre, di essersi imbattuto in un' urna di pietra, contenente i resti mortali dei principi di Mu.

Per tradurre il Codex Troano, Brasseur si avvalse dell' alfabeto Landa, che prende nome dal vescovo dello Yucatan Diego de Landa, uno dei maggiori persecutori del popolo Maya. Non si sa come sia nata la sua versione del Codex Troano ma si sa che con l'alfabeto Landa non è possibile fare traduzioni sensate: nonostante la scrittura Maya non sia ancora stata completamente decifrata si può affermare che il Codex Troano parla di astrologia e non del declino di un continente. Le Pongeon giunse a conclusioni che vennero subito liquidate nel mondo scientifico e, inoltre, l'ipotesi che i geroglifici egizi siano attribuibili alla scrittura maya si rivelò infondata, dato che fra i due popoli non esiste alcun nesso riconoscibile.Le tesi sostenute da James Churchward infine, con le dubbie conclusioni e le lacunose indicazioni delle fonti,ottennero scarso credito e vennero archiviate poco tempo dopo la loro pubblicazione.

 

 

 

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