Nel sud-est dello Zimbabwe, giacciono le rovine di una città che custodisce un mistero da secoli. Mercanti e navigatori hanno raccontato più volte di un luogo, dzimba dza mabwe, ossia “grandi case di

Parte del complesso archeologico del Grande Zimbabwe; que-sta foto fa sicuramente capire di che proporzioni sia l'intero sito archeologico.
 pietra”. La leggenda vuole che fosse la capitale della regina di Saba.

Ecco una delle case di pietra, risalenti a secoli e secoli fa.
I primi europei ad imbattersi in queste rovine furono i portoghesi nel XVI secolo, diffusero la leggenda secondo cui questa era la capitale della regina di Saba. Nel 1871 il ricercatore tedesco Karl Gottlieb Mauch riuscì a trovare Grande Zimbabwe. Molti degli enigmi celati nelle sue rovine sono dovuti alla distruzione dei reperti archeologici da parte di cacciatori di tesori tra il 1890 ed il 1910. La città è costituita da tre parti: la roccaforte, che si erge su una collina in mezzo a formazioni rocciose, la vallata ed il sottostante complesso ellittico, la Piazza Grande; questa ultima è circondata da un muro lungo 253 m, eretto senza malta e formato da pietre tagliate come mattoni, con una altezza che varia da 4,9 a 10,7 metri. L'interno della cinta muraria è suddiviso in tanti piccoli edifici e piazze. Ma l'elemento più enigmatico è la torre conica, poiché essa non adempie ad alcuna funzione e non è provvista di porte né di finestre né di gradini. Per alcuni ha un significato fallico - religioso, simbolo di fertilità, per altri è una torre di osservazione.

 

 

 

 

 

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