Gli stati di cui è composta l'Africa guineana sono la Guinea, la Guinea Bissau, la Guinea Equatoriale, la Sierra leone, la Liberia, il Senegal, la Gambia, la Costa d'Avorio, il Ghana, il Togo, il Benin, la Nigeria e il Camerun. Tutti questi Paesi hanno tutti uno sbocco, anche se piccolo, sull'Oceano Atlantico o, più frequentemente, sul golfo di Guinea. La fascia guineana forma un'unica, vasta regione naturale, ricca di corsi d'acqua e ampie pianure costiere e, se non fosse per le malattie endemiche ancora incontrastate,questa regione sarebbe tra le più vivibili del continente. Gli ambienti sono dominati dal paesaggio delle grandi e lussureggianti foreste, le quali ospitano innumerevoli specie di piante e animali.

Quest'area fu particolarmente disastrata dalla colonizzazione, per le forti attrattive del vergognoso "commercio" degli schiavi e dello sfruttamento dei metalli preziosi di cui era ricca la regione: oro, bauxite, diamanti (questi soprattutto in Ghana e Liberia) e ferro; motivo di interesse furono anche i giacimenti di fosfato (in Togo), di petrolio e di metano (Costa d'Avorio e Nigeria) e il legname pregiato (palissandro, ebano, teak, mogano). Un dato curioso: circa la metà dei lavoratori negri importati nell'America provenne da questa regione, che procurava uomini di consistenza alquanto solida e robusta, che assicuravano una probabile resistenza alle sfiancanti traversate intraprese dalle negriere.

Uno scorcio del lago Volta, che occupa gran parte del territorio ghanese ed è uno dei più grandi laghi artificiali del mondo, con una superficie di 8502 km².

IL CLIMA

Più che dalle componenti morfologiche, la varietà delle condizioni ambientali è determinata, nell'Africa Guineana, soprattutto dal clima. Esso varia secondo le modalità proprie delle vaste superfici continentali soggette ai ritmi stagionali alternati degli influssi delle masse d'aria marittime e continentali. Si hanno inverni asciutti ed estati piovose, con il progressivo attenuarsi verso nord degli apporti umidi oceanici. A questi è invece costantemente soggetta la fascia costiera e in particolare la regione deltizia del Niger, caratterizzata da un clima di tipo equatoriale. La stagione delle piogge dura da 4 a 7 mesi; dopo questo periodo succede la lunga stagione asciutta legata all'influsso dell'anticiclone sahariano che genera venti caratteristici, secchi, come l'harmattan, di cui si è già accennato nell'Africa sahariana. Nella zona costiera a clima equatoriale infine le piogge sono omogeneamente distribuite nel corso dell'anno, pur attenuandosi un poco nei mesi invernali. Le precipitazioni annuali variano dalle diverse regioni e oscillano mediamente tra i 2500 e i 1000 mm.

IL DELTA DEL FIUME NIGER

Il delta del fiume Niger occupa gran parte della parte meridionale della Nigeria. Questa regione, una volta chiamata "oil rivers" per la massiccia produzione di olio di palma là praticata, negli ultimi 30 anni, dopo essersi scoperta piena di giacimenti petroliferi, rende la Nigeria uno degli stati con la più grande esportazione di grezzo nel mondo, provvedendo al 75% totale dell'"oro nero" nigeriano.

Il delta del fiume Niger, nelle sue molteplici diramazioni.
 Il Delta del Niger è uno dei più fragili ecosistemi del mondo. L'area compresa tra i 23 fiumi in cui il Niger si dirama, si estende per 20.000 Km2 e include foreste pluviali e habitat di mangrovie. In quest'area la sola Shell ha costruito 96 pozzi petroliferi, due raffinerie e un complesso petrolchimico, che stanno contribuendo a peggiorare la situazione dei delicatissimi ecosistemi di quest'area. Il delta del Niger ospita anche centinaia di specie di uccelli e moltissimi pesci; quest'ultimi, però, sono violentemente messi a prova dall'ingente pesca esercitata nel Niger. La facile diffusione di malattie infettiva rende ancora più problematica l'esistenza di molte delle specie più delicate che hanno trovato come habitat questo umido ecosistema. Infatti qui le precipitazioni sono circa sei volte maggiori di quelle registrate mediamente in Italia (800 ml annuali).

 

 

 

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