INTRODUZIONE

A colpo d'occhio









Nome completo del paese
: Repubblica di Gibuti

Superficie: 23.000 kmq  Popolazione: 476.703 abitanti (tasso di crescita demografica 2,1%)
Capitale: Gibuti (383.000 abitanti)
Popoli: 35% afar, 60% somali, 5% francesi; issa, arabi, etiopi, italiani

Lingua: francese e arabo (entrambe ufficiali), somalo, afar
Religione: 94% musulmana sunnita, 6% cristiana

Ordinamento dello stato: repubblica presidenziale
Presidente: Ismail Omar Guelleh
Primo ministro: Dileita Mohamed Dileita

Profilo economico

PIL: 619 milioni di dollari
PIL pro capite: 1.300 dollari
Tasso annuale di crescita: 3,5%
Inflazione: 2%
Settori/prodotti principali: trasporti marittimi, petrolio, pellame e alcune piccole industrie, come quelle di prodotti caseari e acqua minerale, frutta, verdura, capre, pecore, cammelli
Partner economici: Somalia, Yemen, Etiopia, Francia, Italia, Arabia Saudita, Regno Unito, Paesi Bassi, Emirati Arabi

TERRITORIO

Il lago Assal a 155m sotto il livello del mare

Il paese occupa una zona strategia nel corno d'Africa data dalla vicinanza delle coste gibutiane alla penisola arabica.
La costa, costeggiata per molti chilometri da barriere coralline, si incunea profondamente nel golfo di Tagiura, venendo quasi a toccare la depressione dove si trova il lago Assal.
Nel nord del paese, in corrispondenza con il confine con Etiopia ed Eritrea si trova Moussa Ali che con i suoi 2063 metri è il rilevo montuoso più alto del paese.
In genereale la morfologia del territorio è irregolare: a cime che raggiungono i 2.000 m s.l.m. si alternano profonde depressioni.
Poiché il clima è caldo e secco, non vi sono fiumi permanenti, ma solo alcuni uadi (o uidian), e la vegetazione è composta da steppe e rade boscaglie.


-PROBLEMI E TUTELA DELL'AMBIENTE


Un quartiere della città di Gibuti

I suoli vulcanici e desertici di Gibuti sono tra i più inospitali di tutta l’Africa. A causa della povertà del terreno e dei lunghi periodi di siccità, il paese produce solo una minima parte del fabbisogno alimentare interno. La mancanza di risorse idriche rappresenta un altro grave problema cui il paese deve far fronte; meno della metà della popolazione può usufruire di acqua potabile.
Il governo ha ratificato accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, desertificazione, specie in via d’estinzione e protezione dell’ozonosfera.

POPOLAZIONE

Nel Gibuti sono presenti due principali gruppi etnici: gli afar, o danachili, e gli issa, strettamente imparentati con le popolazioni somale. Entrambi i gruppi parlano dialetti cuscitici e sono musulmani. Arabi ed europei rappresentano esigue minoranze. Le lingue ufficiali sono il francese e l’arabo. Il paese ha una popolazione di 506.221 abitanti (2008) con una densità media di 22 unità per km². L’unico agglomerato urbano di rilievo è Gibuti, capitale e porto principale.

 

ECONOMIA

Circa un quarto della popolazione della Repubblica di Gibuti è dedito alla pastorizia di sussistenza, basata soprattutto sugli ovini. Nella foto, una giovane nomade di etnia afar munge il latte da una capra. Gli afar si dedicano anche al trasporto carovaniero tra il Mar Rosso e l'altopiano etiopico.

Solo un decimo della superficie del paese è adatto alle attività agropastorali, e il 2,3% della forza lavoro è occupato in attività agricole e nell’allevamento di capre, pecore e di un modesto numero di bovini. L’agricoltura è limitata a poche oasi e produce datteri, frutta e ortaggi, fornendo il 3,5% del PIL. Il paese dispone di piccoli giacimenti di rame, gesso idrato e minerale di ferro, che non sono tuttavia sfruttati; è ricco anche di risorse geotermiche, le cui tecniche di utilizzo sono in fase di sviluppo. Il settore industriale contribuisce per il 16,4% alla formazione del PIL.


Porto di Gibuti

Nel 2006 il prodotto interno lordo ammontava a 769 milioni di dollari USA, corrispondente a un PIL di 939,50 dollari USA pro capite. L’economia nazionale dipende dal porto di Gibuti che, collegato tramite la rete ferroviaria ad Addis Abeba, viene utilizzato dall’Etiopia come scalo per i traffici marittimi: i principali prodotti di esportazione sono caffè, pellame e bovini. La città di Gibuti costituisce anche il centro dei trasporti aerei della regione. L’unità monetaria nazionale è il franco del Gibuti.


-TURISMO

Buona parte del fascino del Gibuti è data dalla scarsità di turisti. L'alba su un lago desolato pieno di fenicotteri in volo è uno spettacolo indimenticabile. Le nere distese di lava, le bizzarre ciminiere naturali fumanti e le sconfinate pianure deserte sono spettacoli da non perdere.
La mancanza di turisti va attribuita al recente passato, denso di conflitti. Le speranze generate dalla fine della dominazione coloniale francese, infatti, furono ben presto soffocate dai disordini della guerra civile, esplosa alla fine degli anni '80; anche se nel paese è tornata la pace, le tensioni negli stati vicini non favoriscono il cicatrizzarsi delle ferite lasciate dalla guerra.
La popolazione locale ha dovuto far fronte a decine di migliaia di profughi provenienti dalla Somalia e dall'Etiopia; a questo si deve aggiungere la presenza di numerosi dissidenti e oppositori lungo i confini nazionali. Per il Gibuti, ciò significa la minaccia di un riaccendersi dei conflitti; per i turisti, il rischio minore è quello di essere alleggeriti delle loro macchine fotografiche.
Il ritiro delle truppe francesi ha significato una grave perdita di denaro. L'economia è in ginocchio e i creditori esteri dovranno aspettare a lungo per ottenere la restituzione dei capitali prestati.
Le carenze di attrattive turistiche di rilievo sono ampiamente compensate da una vivace miscela di tracce del colonialismo francese e di modernità araba. Ai visitatori, spesso osservati con curiosità, è riservata la tradizionale ospitalità africana.

ORDINAMENTO DELLO STATO

Già colonia francese, il paese ha conquistato l’indipendenza nel 1967. Al regime a partito unico istituito all’indomani dell’indipendenza, la Costituzione del 1992 ha sostituito un sistema semipresidenziale multipartitico, limitato inizialmente a quattro partiti tra cui quello principale del Raggruppamento popolare per il progresso (RPP); nel 2002 è stato introdotta una liberalizzazione integrale del sistema politico. Il presidente è eletto a suffragio universale ogni 6 anni ed è coadiuvato nelle sue funzioni esecutive da un primo ministro. Il potere legislativo è affidato a un Parlamento monocamerale, la Camera dei deputati, i cui 65 membri vengono eletti a suffragio universale ogni cinque anni. Il sistema giudiziario si basa sul diritto francese e islamico. La pena di morte è stata totalmente abolita nel 1995.

-SUDDIVISIONI AMMINISTRATIVE

Come primo livello amministrativo Gibuti è diviso in cinque regioni amministrative e una città; infatti la capitale, Gibuti ha uno status autonomo.
Le regioni del Gibuti sono: Ali Sabieh, Arta, Dikhil, Obock e Tagiura.
Come secondo livello amministrativo sono state creati 11
distretti, alcuni dei quali compresi in diverse regioni.

STORIA

Si ritiene che la regione sia stata abitata sin dalla preistoria da popolazioni cuscite dedite alla pastorizia. La sua posizione strategica attirò a partire dal IX secolo i mercanti arabi, che vi diffusero la religione islamica. Importante crocevia tra Africa e Asia, Gibuti diventò sede di ricchi traffici commerciali.

-LA COLONIZZAZIONE FRANCESE

Intorno alla metà del XIX secolo, nel tentativo di controbilanciare la presenza inglese ad Aden, la località dello Yemen posta all’ingresso del Mar Rosso, i francesi occuparono Obock, insediandosi due anni dopo a Gibuti, che trasformarono in un moderno porto. Nel 1884 la Francia nominò un governatore e nel 1896 il territorio divenne colonia francese con il nome di “Costa francese dei somali”; nello stesso periodo si intensificò nella regione l’insediamento somalo.

-L'INDIPENDENZA

Nel 1946 la Costa francese dei somali divenne territorio francese d’oltremare. Le rivendicazioni nazionaliste dei somali indussero le altre due principali etnie degli Afar e degli Issa a confermare con due referendum (1958 e 1967) il rapporto con la Francia, suggellando la continuità con il regime coloniale con il nuovo nome di Territorio francese degli Afar e degli Issa. Nel 1975 la Somalia rivendicò il possesso del porto di Gibuti e delle aree abitate prevalentemente dai somali, accelerando il processo di indipendenza. Il 27 giugno 1977 nacque così il nuovo stato di Gibuti, accolto nello stesso anno nelle Nazioni Unite. Nel 1978 il presidente Hassan Gouled Aptidon instaurò un regime a partito unico, il Raggruppamento popolare per il progresso (RPP), tutelato da una forte presenza militare francese.

-UN PERIODO DI INSTABILITA'

L'attuale presidente Ismail Omar Guelleh

L’ineguale ripartizione del potere tra le varie etnie causò nel 1991 l’insorgere della guerriglia del Fronte per la restaurazione dell’unità e della democrazia (FRUD= Fronte per La Restaurazione dell'Unità Democratica), che cessò solo nel 1994 in seguito a un accordo tra governo e ribelli. Nel 1992 una nuova Costituzione instaurò un regime parzialmente multipartitico, in cui tuttavia il potere rimase ben saldo nelle mani di Gouled e del RPP. Il conflitto politico si riaccese nel 1996, causando una profonda instabilità. Nel 1999 a Gouled successe alla presidenza del paese il suo capo di gabinetto Ismail Omar Guelleh.

Nel febbraio 2000 il governo e i ribelli del FRUD firmarono un accordo di pace, mettendo fine alla guerra civile; il mese seguente il leader del FRUD Ahmed Dini rientrò in patria dopo nove anni di esilio. Dopo l’attacco terroristico che colpì gli Stati Uniti l’11 settembre 2001, Gibuti offrì sostegno logistico all’operazione lanciata contro il regime afghano dei taliban. Nel 2002, con un emendamento alla Costituzione, vennero legalizzati tutti i partiti.

-SVILUPPI RECENTI

Le prime elezioni multipartitiche del 2003, contestate dalle opposizioni, registrano la vittoria dell’Unione presidenziale per la maggioranza, una coalizione creata per sostenere il presidente Guelleh. Nell’aprile 2005, unico candidato per via del boicottaggio delle opposizioni, Ismail Omar Guelleh è confermato alla presidenza del paese.

 

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